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Agenda Gruppo "caccia sicura" - Relazione delle ricerche svolte e proposte

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Abandoned more than 6 years ago: 20 Feb 2014 at 12:02 PM

Tipologia di incontro

La ricerca, il cui scopo primario era quello di cercare di applicare alla caccia i principi della legge vigente sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, partiva con un presupposto: l’attività venatoria non può essere praticata in condizioni di accettabile sicurezza, e per giustificare tale affermazione è sufficiente chiedersi: in quali condizioni l’uso di armi da fuoco in luoghi pubblici può essere definito ‘sicuro’? Filippo Schillaci, nel suo libro “Caccia all’uomo” (2005, Nuovi Equilibri), dopo un accurato confronto tra le misure di sicurezza presenti all’interno della nostra legislazione sul lavoro, conclude: <<La caccia insomma è un’attività per sua natura incompatibile con i moderni principi che vedono nella salute e nella sicurezza del cittadino un diritto primario e irrinunciabile.>>

Come abbiamo conciliato gli scopi della ricerca con tale presupposto allora? L’idea è quella di tenere in piedi la legge 157/92, aggiungendo però alcune significative restrizioni e, in generale, modificando l’impianto esclusivamente risarcitorio (obbligo di stipulare una polizza assicurativa, istituzione del Fondo di garanzia per le vittime della caccia) nei confronti delle vittime di tale legge, nei pochi passi in cui essa si occupa del problema della sicurezza. Il progressivo declino della pratica venatoria e il conseguente aumento dell’età media dei cacciatori ci fanno pensare che, eliminando gli aspetti più aberranti della legge e cancellando le più anacronistiche lacune, potremmo arrivare, in poco tempo e con minore ostruzionismo, alla scomparsa totale della pratica.

Sul rinnovo delle licenze di caccia

Attualmente, la licenza ha validità di sei anni a prescindere dall'età del titolare: ciò vuol dire che un cacciatore che riesca a rinnovare la sua licenza a novant’anni potrà continuare a sparare fino a novantasei anni, indipendentemente dalle variazioni del suo stato di salute che, data la pericolosità della pratica, dovrebbero essere monitorate con molta più attenzione; inoltre al titolare non è mai richiesto di sostenere un esame di abilitazione all'uso delle armi tranne che al momento della prima richiesta. Confrontare con la legislazione vigente in materia di patenti di guida e giudicare.

PROPOSTA: a partire dai 50 anni, ridurre il termine del rinnovo a cinque anni, e a partire dai 70 anni, ogni due o tre (come per le patenti B e C); istituire un nuovo esame di abilitazione all'uso di armi da fuoco almeno a partire dai 70 anni, ogni cinque anni, e ad ogni rinnovo a partire dagli 80 anni. Sulla determinazione esatta del numero di anni di validità della licenza, dell’abilitazione alle armi e dei limiti d’età si dovrà ovviamente discutere meglio.

Sulla prevenzione degli incidenti di caccia

La legge vigente prevede semplicemente sanzioni amministrative per molti illeciti che non abbiano causato danni concreti a persone o cose (compreso il mancato rispetto delle distanze dalle abitazioni e dalle strade); come se non bastasse, molte delle attuali misure di sicurezza sono largamente disapplicate dai cacciatori anche a causa della natura stessa dell'attività venatoria che, svolgendosi all'aperto in un luogo non modificato artificialmente dall'uomo, rende difficile il controllo sulla loro effettiva applicazione. Inoltre, la legge 157 contiene delle clamorose lacune: non è prevista alcuna limitazione della caccia in caso di nebbia, le strade poderali e interpoderali sono escluse dalla seppur minima protezione garantita dal rispetto delle distanze di sicurezza previste dalla legge e, last but not least, ai minori è consentito essere presenti alle battute di caccia.

PROPOSTA: ripristinare le sanzioni penali per questo tipo di illeciti, in accordo con la legge precedente l'attuale (968/77), e prevedere il ritiro temporaneo o definitivo della licenza di caccia, a seconda della gravità dell’illecito. Tale rimedio sarebbe comunque insufficiente, quindi da valutare assieme ad altre misure; inoltre, è un terreno scivoloso perché stabilire con precisione la proporzionalità della pena non è facile. Infine, vietare la caccia in caso di nebbia, estendere alle strade poderali e interpoderali le distanze di sicurezza e impedire ai cacciatori di essere accompagnati da minori (nella scorsa legislatura era stato depositato una PdL a firma Ciccanti e Carlucci proprio su quest’ultima tematica).

Sui fondi a scopo turistico o abitativo

L’art. 842 co. 1 del Codice Civile permette ai cacciatori di entrare nelle proprietà private nel corso delle loro scorribande. I più penalizzati da questa norma insensata sono forse gli operatori turistici la cui attività si svolge in zone di caccia (su tutti, gli agriturismi). La vecchia legge 968/77 prevedeva che le autorità territoriali potessero vietare temporaneamente la caccia nelle zone interessate da intenso turismo (art. 20): di questo codicillo se ne è persa ogni traccia a partire dal 1992, quando la legge tuttora vigente ha sostituito la precedente. Fortunatamente ai sindaci è rimasto qualche strumento per limitare i danni nelle zone turistiche, ma non è di questo che ci interessa parlare.

PROPOSTA: la battaglia prioritaria, a nostro giudizio, è quella per eliminare il famigerato comma 1 dell’art. 842. Si potrebbe comunque, contestualmente, lanciare una petizione per spingere il Parlamento a calendarizzare una recente PdL a firma De Petris per vietare l'attività venatoria all'interno dei fondi adibiti ad attività di agriturismo e/o nei fondi in cui vi sia un’abitazione privata.

Infine, come iniziativa a lungo termine, valutare la possibilità di cominciare a raccogliere i contatti tra agricoltori, gestori di agriturismi, e residenti nelle campagne che vogliano impedire l'attività venatoria nel loro terreno, organizzandoli in una class action in modo che essi, a norma dell'art. 10 co. 14 della l. 152 (e anche a norma di alcune leggi regionali, come quella umbra del 1996), presentino opposizione motivata al piano faunistico venatorio nei 60 giorni successivi alla sua emanazione. Nella regione Lazio, l'ultimo piano faunistico venatorio risale al 2012, dunque abbiamo molto tempo.

Quando avrà luogo l'incontro? Si è accertata la disponibilità degli invitati? Si è accertato che l'evento non si sovrapponga con altri?

Dove si svolgerà l'evento? Se l'evento ha luogo on-line, indicare l'indirizzo web al quale collegarsi per partecipare.

1 point:

Descrizione del tema

Indicare uno dei punti all'ordine del giorno.

Link di approfondimento

Validità delle patenti di guida:

http://www.aci.it/?id=574

Requisiti psico-fisici per patente di guida:

http://www.scuolaguida.it/Tabella-requisiti-psicofisici-patente

Requisiti psico-fisici per licenza di porto d'armi a uso di caccia:

http://www.earmi.it/diritto/leggi/sanita.htm

Priorità del punto proposto

Indicare perchè si ritiene importante trattare questo punto e qual è la sua priorità.

Tempo richiesto di discussione

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