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Proposta standard Modifica della Legge Fornero sulla gestione delle pensioni

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Problema e/o ostacoli

Il nostro sistema pensionistico va riformato in un’ottica più equa, solidale e condivisa dalla stragrande maggioranza dei cittadini (pensionati, lavoratori, studenti over 18).

E’ impensabile continuare così, con un’enorme debito pubblico e assurde spese sociali. Ognuno di noi deve farsi carico, con senso di responsabilità, del futuro di questa nostra società e delle generazioni a venire. L’unità di questo Stato dipende essenzialmente dalle nostre scelte che non possono essere inique a vantaggio esclusivo di una parte della popolazione.

Nel passato sono state prese scellerate decisioni non in linea con i principi fondamentali della costituzione. Scelte dettate più per convenienza ed egoismo della situazione contingente di quel periodo, ad esclusivo vantaggio di una piccola parte della popolazione.

Le pensioni non sono e non possono essere oggetto di sperequazioni tra cittadini.

Tutti i cittadini devono ritrovarsi in un senso comune di appartenenza, di onestà e collaborazione senza i quali la società in cui viviamo può dirigersi solo verso uno sfascio generale. Un punto di non ritorno.

L'attuale assurda riforma Fornero ha fermato tutti coloro che giustamente avevano il diritto di andare in pensione al pari di chi li aveva preceduti e con il medesimo trattamento, fermando nel contempo il ricambio e l'assunzione per i nostri giovani (almeno 200.000 all'anno) pur di risparmiare miliardi di Euro sulla pelle di chi aveva raggiunto giustamente l'età per la quiescenza apponendo invece un paletto di "diritti acquisiti" per gli altri (diritti acquisiti che tanto non sono visto che la pensione ha una natura sociale e non privata). La pensione la paghiamo tutti noi, la paga lo Stato.

Pensioni ISTAT 2010

sito: http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCAR_PENSIONI

Nel 2010 in Italia sono state erogate 23,8 milioni di prestazioni pensionistiche (comprese anche quelle Estere), per un ammontare complessivo annuo pari a 258.477 milioni di euro (258,4 miliardi), un valore corrispondente al 16,6% del prodotto interno lordo (Pil). Ciò significa che a fronte di 16,7 milioni di PENSIONATI effettivi, almeno un buon 30% ha percepito più pensioni cumulative.

Quindi il numero che vedete per ciascun scaglione di importo sarebbe ben maggiore (7100 pensioni in più distribuite su 4-5 milioni di soggetti).

Nel 2011 sono stati spesi 265,8 miliardi di euro (+2,9% rispetto all'anno 2010) mantenendo sempre 16,7 milioni di pensionati.

Soluzione 1:

Modifica alla Legge

  1. Possibilità di accesso alla pensione a 60 anni con nessuna penalizzazione ma con l'importo erogato rapportato ai contributi versati.
  2. Pensione erogata al compimento dei requisiti senza alcuna dilazione temporale.
  3. Sistema contributivo per tutti a capitalizzazione con rendita complessiva e ripartizione poi individuale.
  4. Pensione con 40 di contributi per gli uomini e 35 per le donne.
  5. Pensione con 35 anni di contributi per chi svolge lavori "usuranti" ed a "rischio".
  6. Limite massimo di pensione fissato a 4.000 euro mensili lordi per soggetto (compresi eventuali cumuli per 2 o più pensioni)
  7. Estensione a tutti i 17 milioni circa di attuali pensionati il ilmite come da punto precedente.
  8. Separazione dei compiti assegnati all'unico gestore di previdenza, dall'assistenza.
  9. Indennità di accompagnamento assegnata a chi possiede un certo reddito familiare annuo inferiore ai 40.000 euro e ha cittadinanza italiana.

Risorse necessarie e loro reperimento

Le somme liberate dal "tetto" massimo pensionistico vengono ridistribuite per coprire le nuove pensioni e dalle posizioni non più utilizzate per i decessi intercorsi tra i 60-90 anni, da una revisione complessiva delle pensioni "aggiuntive" (indennitarie) e da controlli derivanti da quelle di invalidità e di frode all'istituto di previdenza, unico tenutario della gestione pensionistica di tutti i cittadini.

Approfondimento Punto 5

Attuali regole INPS e DEFINIZIONE dei LAVORI USURANTI:

Link: http://www.inps.it/portale/default.aspx?itemdir=6019

Approfondimento Punto 9

Attualmente la regola è questa:

"L'indennità di accompagnamento, o assegno di accompagnamento, è un sostegno economico statale pagato dall'Inps, al quale hanno diritto gli invalidi civili al 100 per centocon incapacità di deambulare o bisognosi di assistenza continua - che non siano ricoverati gratuitamente presso strutture pubbliche per più di un mese. È una forma di provvidenza economica istituita con la Legge n. 18 del 1980, modificata dall’ art. 1 della legge n. 508 del 1988. Non ci sono vincoli di età o di reddito. L’indennità è anche compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa. Per averla, bisogna essere cittadini italiani o di uno Stato dell’Unione Europea, purché residenti in Italia. Ne hanno diritto anche gli stranieri titolari di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno, nonché i minori iscritti nella loro carta di soggiorno o nel loro permesso di soggiorno." (sito INPS)

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