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reddito di cittadinanza è una sottospecie di Jobs act in stile Renzi

reddito di cittadinanza è una sottospecie di Jobs act in stile Renzi

L'azienda che assume qualche fruitore del reddito di cittadinanza otterrà dallo stato un numero di mensilità pari ai mesi mancanti cioè i mesi non fruiti dal lavoratore di tale reddito.
Inutile dire che questo somiglia maledettamente all'inutile Jobs act di renzi, che ha creato bolle con assunzioni effettuate grazie alla presenza del bonus che sta andando via via scadendo ed i risultati si stanno vedendo ora con l'aumento della disoccupazione.
Ma il reddito di cittadinanza dando le mensilità mancanti all'azienda crea una disparità tra disoccupati, anche tra gli stessi percettori del reddito perché appunto le aziende saranno interessate ad assumere chi ha appena cominciato a ricevere il reddito e non dunque chi lo riceve già da 12 o 14 mesi.
E c'è disparità di trattamento soprattutto per chi non riceve il reddito di cittadinanza che dovrà vedersela con una sorta di concorrenza sleale all'interno dei centri per l'impiego.
Già c'è una grande disparità di trattamento con aiuti per i più giovani e per gli ultra cinquantenni, già ci sono davanti alle preferenze i disoccupati in mobilità, ora aumentiamo ulteriormente le disparità con il reddito di cittadinanza.
C'È poi la questione del reddito distribuito a tutti i familiari, quei 780 euro dati in proporzione all'intero nucleo familiare.
Una persona fa una domanda per ricevere un assegno ma i beneficiari risultano essere anche i parenti, anche se questi non ne hanno fatto richiesta.
Il lavoro stabile dovrebbe costare meno, così le aziende assumono più laboratori o evitano di licenziarli.
Il solito bonus produce solo disparità di trattamento, avvantaggia i furbi e crea bolle come il Jobs act di renzi.
Lo stato che fa costare meno il lavoro attraverso una diminuzione fiscale del cuneo fiscale lato impresa otterrà maggiori entrate fiscali grazie ad un maggior numero di lavoratori impiegati ognuno dei quali paga le tasse e produce reddito.
Cuneo fiscale abbattuto anche per i lavoratori già assunti, così aumentano i posti di lavoro e diminuisce anche il lavoro nero che viene portato in superficie grazie alla minor differenza di costo del lavoratore per l'impresa.
Il decreto dignità, come ho già scritto altre volte, arriva addirittura a peggiorare il Jobs act aumentando il numero delle mensilità da pagare al lavoratore che non avendo più la reintegra sul posto di lavoro viene licenziato.
Nel reddito di cittadinanza non si prevede nemmeno l'obbligo contrattuale che l'azienda deve utilizzare per assumere il lavoratore.
Cioè a dire che si può essere assunti con contratto a tempo determinato e poi finiti gli incentivi del reddito di cittadinanza non c'è da pagare alcuna mensilità.
Si faccia almeno in modo da obbligare all'utilizzo del contratto a tempo indeterminato escludendo a priori quello determinato per i ricettori di tale reddito e si faccia in modo che le mensilità delle tutele crescenti pagate dall'azienda dopo il licenziamento vadano allo stato e non invece al lavoratore, e precisamente in un fondo che fa da leva discale per le detassazioni, ovverossia come copertura economica parziale di tale reddito di cittadinanza.
Fermo restando quanto ho già scritto mesi fa e cioè che il reddito di cittadinanza non dovrebbe essere dato a fondo perduto, ma un minimo recupero anche dal lato lavoratore deve esserci, nel momento in cui tale persona viene assunta dovrebbe avere un incremento delle imposte per poter "ricaricare" il proprio reddito di cittadinanza.
Infatti di tale reddito equiparabile ed unificabile ad un assegno di disoccupazione deve rimanere segno come fosse un prestito dato alla singola persona a tasso zero, nel dare-avere di ogni singola persona.
In questo modo si alimentano ulteriori coperture economiche e lo si rende fisso e se ne può allargare la platea non più come aiuto ai soli redditi bassi sotto la soglia di povertà ma come forma completa e stabile di contributo senza pesi eccessivi a carico dello stato e con una platea assai più elevata.
Meglio sarebbe rendere molto più costoso per le aziende il contratto di lavoro a tempo determinato usando quei denari per diminuire il cuneo fiscale lato impresa non solo ai lavoratori neo assunti.
Le tutele crescenti create dal Jobs act di renzi e ampliate dal decreto dignità fanno costare di più tale contratto rispetto al tempo determinato.

Inserito da Giampaolo Sponga il 20 Feb 2019 alle 09:43 | Commenti (0)
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